Il lavoro riporta il primo caso di danno coronarico tardivo causato da una procedura di ablazione di flutter atriale istmo-dipendente. Un’attenta ricerca rivela che sono stati riportati rarissimi casi di danno della coronaria destra prodotto da questo tipo di procedura, ma mai con presentazione clinica tardiva.
La lesione della coronaria destra è possibile per la particolare vicinanza anatomica con l’istmo-cavotricuspidalico. La lesività del catetere ablatore dipende da molti fattori tra cui la temperatura, la potenza, la dimensioni della punta, il settore dell’ istmo scelto e un flusso coronarico ridotto da lesioni aterosclerotiche pre-esistenti.
Una spiegazione del ritardo di questa complicanza viene mutuata da ciò che è stato descritto per i casi di BAV tardivo dopo ablazione di rientro nodale. La flogosi localizzata determinata dall’ ablazione può estendersi in un processo di fibrosi post-acuta coinvolgendo tardivamente i territori vicini.
Non abbiamo sospeso il NOAC per la procedura di ablazione del flutter, comprovandone efficacia e sicurezza. Inoltre con una breve sospensione del farmaco, abbiamo eseguito l’angioplastica senza complicanze, opportunità che non avremmo avuto col VKA.

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