Nei pazienti con IRC, che sono a maggior rischio emorragico ed ischemico, è difficile la scelta della terapia antitrombtica.
Lo studio è basato su un registro di un centro di terzo livello in cui sono stati inclusi pazienti con fibrillazione atriale non valvolare che hanno inziato apixaban, dabigatran e rivaroxaban nel periodo 2011-2015, seguiti per un anno di follow-up. I pazienti sono stati suddivisi in base ai valori di creatinina clearance (calcolata con la formula di Cockgroulft-Gault) utilizzando come cut-off 60 ml/min.
Nello studio sono inclusi pazienti con CrCl < 30 ml/min, molto poco rappresentati nei trial registrativi.
Sia in termini di efficacia che di sicurezza i DOAC studiati hanno mostrato risultati simili sia in pazienti senza che con insufficienza renale. Questi ultimi mostravano una mortalità aumentata, prevedibile sulla base delle comorbidità.
Nel sottogruppo di pazienti con insuffienza renale il rivaroxaban ha registrato un maggior numero di eventi tromboembolici, ma non di ictus ischemico rispetto ad apixaban e dabigatran.
I risultati di questo lavoro dovrebbero incoraggiare l' utilizzo dei DOAC in questa categoria di pazienti.

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