La fibrillazione atriale (FA) e le valvulopatie spesso coesistono e sono cause indipendenti di mortalità, morbidità, ictus ed embolismo sistemico.1
La presenza di stenosi mitralica moderato-severa o di protesi valvolare meccanica sono stati criteri di esclusione in studi di fase III che confrontavano i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) verso il warfarin in pazienti con fibrillazione atriale. Tuttavia negli stessi studi sono stati inclusi percentuali variabili (dal 12% al 44%) di pazienti valvulopatici (non stenosi mitralica o portatori di protesi valvolari meccaniche) con evidenza di una sostanziale equivalenza in termini di sicurezza ed efficacia dei NOAC verso il warfarin. In relazione ai pazienti con stenosi valvolare aortica ed FA sottoposti a sostituzione valvolare trans-catetere (TAVI), le linee guida sulla gestione antiaggregante ed anti-trombotica risultano controverse e solo pochi dati sono oggi disponibili sul management ottimale (anticoagulante orale in monoterapia verso anticoagulante con singolo o duplice antiaggregante associato) di questo scenario. Il presente caso clinico riporta la singola esperienza ottenuta con il NOAC edoxaban utilizzato in mono-terapia in un paziente con FA sottoposto a TAVI.

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